Che Genere di Parigi–Articolo di Mario Bolognese

 

UN “GENERE” DI RIFLESSIONI SU PARIGI ,  I  SUOI  DODICI MORTI

IN UN CIMITERO PLANETARIO DI VIOLENZE, E LA SENSAZIONE  DI

UNA RITROVATA “GRANDEUR” EUROPEA DI STAMPO PATRIARCALE…

 

parigi

 

contributo aperto di  Mario Bolognese

L’antefatto…

 

Devo dire che il tutto in me ha preso inizio da una specie di  “corto circuito filosofico” ( anche se non è questo il mio campo avendo solo al riguardo reminiscenze liceali e letture eclettiche e sporadiche).

Il corto  circuito era rappresentato dalla mia difficoltà a proseguire quel: “Je suis…”, nonostante condivida pienamente le libertà fondamentali sancite dalla Carta dei Diritti dell’essere umano, riprese da quella europea. Sentivo “Je suis…” come affermazione forte e di forza, una specie di  “ idea chiara e distinta” che sanciva (cartesianamente?) la superiorità del “logos” europeo rispetto alla “barbarie” di altri pensieri. E in me percepivo  estraneità, assieme alla vicinanza emotiva e senso di ‘compassione’ nel momento collettivo del lutto e del dolore.

 

La satira…sul proscenio dell’immaginario collettivo…E un bel libro da riprendere nella mente e nel cuore…

 

La figura del ‘satiro’, essere umano e animale assieme, assolveva e assolve compiti di rigenerazione, interrompendo – come il ‘carnevale’ – l’ordine ( anche economico-politico) normale delle cose. Così la satira ‘dissacra’ per ‘risacralizzare’, nel senso laico e antropologico di ‘sacro’…. Questo è l’auspicio e la speranza…Ma la mia sensazione era ed è che ‘certa’ satira occidentale – che ha sempre diritto di esprimersi – talora assuma  il volto di un potere ‘assoluto’,  di ‘vita e di morte’, sciolto da ogni legge e da ogni forma di pietas e di rispetto… Certo la ‘morte’ che infligge non è quella fisica, ma noi sappiamo quanto una derisione mediaticamente diffusa possa rappresentare in certi casi una forma violenta di tortura culturale, e un affronto all’identità personale , sociale e religiosa.                          Un potere sconfinato, simile a quel nuovo ‘Libro Sacro’, che è la pubblicità: un potere quasi ‘divino’ di creare e distruggere, a proprio insindacabile giudizio…Un potere simmetrico e concorrente       all’ integralismo di ogni teocrazia, come nella ‘setta’ minoritaria ma potente di un certo Islam?

Ma anche asimmetrico, in quanto l’Occidente ha e conserva un incontrastato potere economico, culturale e militare che ha lasciato e lascia strascichi di disperazione nelle periferie del mondo e del suo mondo…

Un contrappasso allora, una contrapposizione tra due ‘poteri’ maschili, uno  (apparentemente) ‘laico’, quello della satira, per stare nel tema, e l’altro dichiaratamente religioso?

Se due ‘poteri’ si contendono un ‘primato’  non ne va di mezzo proprio la relazione con la vita, base di ogni Carta universale dei Diritti umani? E in tutto questo, seguendo la traccia del famoso detto francese “ cherchez la femme”, non affiora l’idea che una nuova cultura, anche politica, è impensabile senza la piena e riconosciuta dignità della donna e del suo pensiero? Ripensando  una Carta Europea dove la democrazia europea “ricominci a due”, riconoscendo così il valore della differenza di genere? Per questa prospettiva, che dilata vitalmente la povertà dell’attuale divinizzazione economicista del 3%, propongo la lettura, come progetto europeo,  del libro della filosofa parigina Luce Irigaray, “ La democrazia comincia a due, Bollati Boringhieri, Torino, 1995”. Credo che  porterebbe  un soffio anche politico di primavera a Bruxelles…Nel testo è presente a pagina 169 la proposta concreta del 1993,  presentata ufficialmente anche se allora non  approvata.

 

Dal quarto di copertina di questo libro…

 

“Per dare un’opportunità di futuro alla democrazia, si deve rifondarla fino in fondo e, per prima cosa nella relazione tra l’uomo e la donna, dove l’identità naturale non ha ancora raggiunto uno status civile. Cambiare le relazioni tra l’uomo e la donna nella coppia, nella genealogia, in tutti gli incontri privati e pubblici sarebbe un cammino per rendere più democratiche le famiglie culturali, religiose, politiche. Tale via è d’altronde indispensabile per permettere all’Europa di diventare un’Unione tra cittadini e cittadine e non un grande mercato dove ciascuno(a) gioca alla competizione contro ciascuno(a). “Un uomo,una donna, in un rapporto di maturità civile: tale coppia può rappresentare la prima pietra di una rifondazione democratica e morale che non è realizzabile senza questa base”.

 

L’Europa arcaica, materlineare, e l’Europa virilista…

 

Vari studi transculturali sulle culture matrifocali – a partire dalle fondamentali ricerche dell’archeologa Marija Gimbutas – testimoniano di società pacifiche, dove anche inevitabili conflitti e tensioni non davano adito a guerre  ma venivano diversamente elaborati attraverso rituali altamente simbolici, dove le ‘maschere’  operavano una riconciliazione con le leggi del cosmo. Un cosmo dove la figura della Dea  operava nell’amore ma anche nella giustizia…

La marcia collettiva di Parigi, con donne, uomini, bambine, bambini  e tante culture diverse, accenna e propone  in questo senso una politica europea maggiormente ‘orizzontale’…Si tratta poi di vedere se quella ‘forza clanica dei capi di stato’, in prima fila, mediaticamente molto bene in vista – e senza nessuno dietro…- saprà maggiormente poi sciogliersi in un ‘collettivo’…A questo punto, prima di proseguire, riprendo in mano e nel cuore il “ Je suis…” trasformandolo in: “ Io sono con te, figlia e madre di tutte le donne del mondo, bambina nigeriana immolata ma non spenta dal terrore…”. Bambina da noi senza un nome ma con il nome scritto nel cuore del mondo…

Ora, siccome lavoro per una scuola diversamente accogliente le diversità, vorrei offrire un contributo mettendo a sinistra caratteristiche della dimensione virilista dell’Europa,  anche attuale, e a destra dimensioni di una  diversa cultura gilanica, matrifocale e  con caratteristiche molto diverse rispetto alla funzione del ‘padre’…Queste limitate osservazioni, frutto di ricerche antropologiche, non sono certamente esaustive. Chi legge avrà certamente molte altre cose da aggiungere.  Il ruolo della donna,  e della bambina, aggiungo io!, anche rispetto alla moderna Europa, si può facilmente percepire confrontando le due dimensioni…

 

Mitologia dell’onore e tomba individuale;                Senso ciclico e comunitario di vita e di morte;

 

Il pensiero asservito all’azione ;                                Pensiero, rito, poesia e pratica magico-religiosa

in connessione con i ritmi del cosmo;

 

Senso gerarchico;                                                         Rete di connessioni olistiche su un piano di

scambio e relazioni orizzontali;

 

La monocultura…                                                           La sapienza di un orto…

 

Controllo ‘politico’ di fecondità                                  La bio-diversità della vita e dell’amore…

e fertilità;

 

Il ‘medico’ sostituisce la sciamana                              Sapienza terapeutica soprattutto di donne;

e lo sciamano;

 

Nascita di ‘sacerdoti’ addetti al sacro,                          Il forno del pane era nel tempio della Dea…

con relativa separazione dagli spazi ‘profani’;

 

La parola, la musica, la poesia, il teatro                       La parola, come ogni dimensione artistica,

e l’arte diventano ‘scuola’;                                                 fanno parte ‘sacra’ del respiro universale;

 

La parola diventa ‘oratoria’ entrando così                      La parola è un filo d’erba nel giardino del

nel gioco del potere;                                                             del racconto…

 

 

Gli animali, come la natura, sono asserviti;                  I ‘corpi’ individuali fanno parte del grande

corpo del cosmo, percepito come femminile;

 

Nasce il guerriero e dunque la difesa;                              C’è soprattutto intesa…

 

Il culto dell’eroe;                                                                   Il covone e la spiga di grano…

 

Il cognome del padre: il nuovo fiore                               Il nome è della giardiniera e di chi

riceve il nome dal proprietario del giardino…                 con lei ha accudito la vita…

 

Patria…                                                                                   Matria, con dosi solo omeopatiche

di patria…

 

Figlie e figli  bene privato…                                                 Figlie e figli un bene collettivo della terra…

 

Bambine e bambini, a livelli diversi, sono                         Chi da e chi riceve…? Tutte e tutti siamo in

‘educati’ a diventare grandi;                                                   un cerchio, dove la risorsa è lo scambio ,

il gioco che accoglie e diffonde la vita,

con miti e diffuse relazioni;

 

La bambina… origine e senso della bellezza…

 

Desidero in-concludere queste mie  frammentarie riflessioni, desiderose solo di entrare in un girotondo…, proprio con la ‘bimba’, figlia ma anche ‘madre’ della donna e dunque della vita stessa… Da anni sto riflettendo anche sulle nostre ‘parole’ e il fatto che si dica ‘uomo’ che comprende anche la donna, e  ‘bambino’ che include anche la bambina non è neutralità innocente ma vero e proprio sessismo linguistico. Questo sessismo è dentro, coerente con tutto un sistema, anche minimale ma non per questo meno importante, dove il genere maschile, il mio, si autoconferma incessantemente…E’ una cosa talmente pervasiva e diffusa che il ‘pesce’, finchè non salta fuori dall’acqua, assumendo una nuova visione del mare, non se ne può accorgere… Anche una ‘galletta di riso’, come nella pubblicità, diventa una specie di velina  sgambettante, sorridente e compiacente davanti al suo padre-padrone…

“La bambina è l’anima del dialogo in famiglia”, afferma con una intuizione illuminante, nuova e preziosa,  Luce Irigaray. Confortato da queste parole, come da mie esperienze e ricerche sulla ‘ Dea Bambina ‘e sul suo ruolo, anche politico, per una nuova Carta Europea, propongo anche questo tema ad amici amiche dell’auspicato girotondo di condivisione…

Perchè  so che questa bambina , che propone il suo gioco’ e la sua narrazione, piace (piacerebbe) molto a quanti di noi, anche bambini’ grandi, sono un po’ stanchi e stressati di nutrirsi prevalentemente di vitamina  “L”, il Logos…

Quanto mi sarebbe piaciuto di più se davanti a quel corteo di ‘grandi e potenti”, un potere con il respiro ancora un po’ incravattato, fosse apparsa a ‘condurre il gioco’ una bimba, magari a rincorrere il suo cane… Forse allora quel “ Je suis…”, così forte e assoluto e…planetario, avrebbe sorriso, scendendo poi a giocare…E da inno difensivo alla satira sarebbe diventato canto di vera e grande libertà di espressione, quella di amare e di vivere…

 

 

Il nostro continente ha preso il suo nome da EUROPA, la Dea-luna cretese dal  ‘ grande occhio’…

Per lei, quando assume, con il nome di Maia , il potere dell’eterna rigenerazione, (… la Primavera di Botticelli…), questa poesia beneaugurante di Musaios:

 

Spirito di luce e di beatitudine

Genio di primavera e felicità

Dea dell’amore e del godimento!

La tua forma io vedo nei cieli scintillanti delle notti di maggio

Quando brezze profumate soffiano dal tuo carro di stelle…

 

Ti prego, insegna al mio cuore

A cantare il Canto del Silenzio.

Impregna la mia anima del tuo colore.

Fa’ che le lacrime di felicità si uniscano alla fragrante rugiada

Dei giardini in boccio…

 

 

 

Ringrazio,  in attesa di condivisione,

con questa invocazione sciamanica:

 

“…dite ciò che noi non abbiamo detto,

Pensate ciò che noi non abbiamo pensato,

Comprendete ciò che noi non abbiano compreso!”

 

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Mario Bolognese

Mario Bolognese

 

Mario Bolognese, scrittore, formatore e studioso dei simboli e delle risorse immaginative e creative dei bambini e delle bambine. Il suo approccio, che trae linfa dall’antropologia del sacro, si basa sui miti e riti di iniziazione dei popoli soprattutto in riferimento alla dimensione della natura (alberi, elementi, animali) e della fiaba. La caratteristica del suo metodo di lavoro e ricerca è il “genere” e la metaforizzazione del linguaggio.

Tra le sue pubblicazioni ricordiamo I’m sorry baby, Edizioni Osiride 1995, Come educare con il mito. Per una cultura non sessista, Edizioni Sonda 1997, C’era una volta, crescere con i miti, Edizioni La Meridiana 2000, La veggente di Ofis.Una cosmica danza per la pace Edizioni Ananke 2011.