Edvard Munch e il Femminile, Articolo di Stella del Sud

Articolo di Stella del Sud

 

Edvard Munch è un pittore e incisore norvegese (1863 – 1944): la sua infanzia è segnata da gravi lutti, quello della morte della madre quando aveva solo cinque anni e più tardi quello della sorella maggiore appena quindicenne.

Il padre, medico dei poveri, a volte lo portava con sé nelle visite cosa che gli inculcò quel senso di lutto ed angoscia che caratterizza molta della sua arte. Infatti, l’amore, l’angoscia, la morte sono i temi pressanti di tutta la sua pittura; l’inquietudine e i disagi esistenziali sono espressi mediante l’uso di colori violenti e irreali, linee sinuose e continue, immagini deformate e consumate dal tormento interiore. Una delle sue opere più celebri è senza dubbio “L’urlo”, dove questi caratteri sono già molto evidenti. Ma, ne ha realizzate altre, dove la protagonista è la donna, o meglio il Femminile.

Una di queste è “Madonna”: sì, una Madonna, completamente fuori dagli schemi.

Madonna, Edvard Munch, 1894-95, olio su tela, 91×70,5 cm, Munch Museum, Oslo.

Madonna, Edvard Munch, 1894-95, olio su tela, 91×70,5 cm, Munch Museum, Oslo.

L’opera originale è un dipinto, ma esiste anche una litografia che presenta dei dettagli importanti e non riportati nell’opera originale, poiché  sarebbero stati passibili di censura soprattutto in quel contesto storico. La litografia riporta degli spermatozoi che corrono lungo la cornice e in basso a sinistra un embrione con una strana espressione: difficile pensare che un’opera così non potesse essere censurata, soprattutto se messa in relazione ad un figura femminile legata alla religione. E’ una Madonna diversa da quelle che conosciamo: è nuda, i seni evidenti, capelli scuri e lunghi, gli occhi chiusi, abbandonata ad un’onda di estasi, forse di orgasmo.

Quale Madonna sarebbe stata raffigurata in tal modo?

È bellissima, vera, essenziale nella sua nudità, come tutte le donne quando sono abbandonate all’amore. C’è movimento, sinuosità, rotondità, ritmo: nulla a che vedere con quelle immagini di Madonne ieratiche, immobili,  ferme, pur nella immensa solennità. Restano alcuni spermatozoi, dopo l’amplesso, che corrono ancora in giro: il concepimento è avvenuto, è lì quel piccolo embrione con un’espressione incredula, smarrita, inconsapevole. Non sa cosa avverrà, sa che c’è, esiste, anche se forse la madre ancora non se n’è accorta.

Fa pensare che Munch abbia avuto il desiderio di realizzare un’opera come questa: il Femminile (e per di più legato ad una figura religiosa) ritratto in maniera diversa dagli stereotipi ma così vicina all’immagine della donna colta in un attimo di estasi non solo fisica ma anche spirituale e quindi intensa.

Un’altra opera che merita attenzione è “La danza della vita”, conosciuta anche come “Le stagioni della vita”.

La danza della vita, Edvar Munch, 1900 Olio su tela 125X191cm Nasjonalgalleriet - Oslo

La danza della vita, Edvar Munch,1900, olio su tela 125X191cm, Nasjonalgalleriet – Oslo

Quello che immediatamente salta all’occhio sono le tre fasi della vita della donna: la vergine fanciulla, la donna matura e sposa, l’anziana o crona. Sullo sfondo, coppie che danzano, sotto una Luna piena che vigila su di loro. Le tre diverse stagioni della vita della donna, evidenziate dai colori bianco, rosso e marrone / blu. Tutte e tre messe sullo stesso piano, senza differenze, semplicemente momenti della vita che tutte possiamo vivere, come in una danza.

Questo probabilmente è l’invito dell’artista: danziamo assecondando il trascorrere del tempo. Perché danzando riusciamo a cogliere l’essenza di questi tre importanti momenti. Il passaggio è meno duro, meno traumatico; tutto diventa più naturale, spontaneo, ciclico e dunque vitale. Anche quest’opera raffigura immagini di donne che stridono rispetto agli stereotipi, anche moderni: non c’è inferiorità di un’età rispetto all’altra, né prevaricazione, ma simbiosi e unità, condite da armonia.

Per concludere, opere che fungono da suggerimenti alle donne per vivere in maniera diversa,  piena e appagante, ogni momento e ogni stagione della vita.