Gli aspetti Madre-Padre della gemellarita’ del Cosmo, articolo di Barbara Alice Mann

Barbara-Mann

Traduzione a cura di Francesca Lulli.

 

 

© Copyright Barbara Alice Mann. E’ vietata la riproduzione parziale o completa di questo manoscritto senza espresso consenso scritto dell’Autrice.

 

Come faceva notare nel 1997 il grande studioso Oglala Lakota, Vine Deloria Jr., gli studiosi occidentali si adeguano ai preconcetti biblici senza rendersene conto, un punto che  ho chiarito più coerentemente nel 2003.[1] Mi sono accorta che questa tendenza riguarda anche le femministe occidentali.  Nei discorsi sul matriarcato, ad esempio, esse da una parte presuppongono la lotta contro il dominio maschile, e dall’altra, anche se in maniera indiretta, il monoteismo. Entrambe le supposizioni derivano ovviamente dai racconti biblici della creazione, ma sebbene fondamentali per la comprensione delle culture europee, non fanno altro che intorbidire le acque quando si tratta dei matriarcati dei Nativi Americani.

Le nostre storie della creazione generalmente rappresentano le donne in ruoli  da protagoniste a partire dall’idea di un Cosmo gemellare che, nel 1915, lo studioso Tuscarora, J.N.B. Hewitt  defini’ costituito dalle due  metà, “Madre” e “Padre dell’esistenza, durante un dibattito sulla Lega degli Irochesi. Hewitt identificava correttamente la “Sorellanza” dei Clan come la “struttura organica della Lega”,  i cui membri, maschi e femmine,  si  relazionano per creare l’insieme della Lega facendo certamente parte del Cosmo gemellare, ma come riflesso e non come fondamento.[2]

Gli occidentali comprendono facilmente il linguaggio maschio-femmina usato da Hewitt e dai suoi colleghi nativi americani e si appropriano immediatamente della metonimia che ne consegue. Io trovo, però, che porre la struttura in termini di Padre-Madre distorca la comprensione occidentale della questione, riducendo la gemellarità del Cosmo a degli esseri umani, maschio e femmina, il che  conseguentemente evolve  nella tematica tutta europea della “lotta tra i sessi. Secondo Hewitt  il concetto di Madre-Padre come “struttura organica” dei Cosmi gemelli, invece non vuol dire nulla del genere e non riguarda  il sessismo, dato che  il punto focale non sono gli esseri umani.

Gli abitanti delle zone boschive dell’Isola della Tartaruga (Turtle Island) parlano, infatti, delle due metà come di “Sangue” e “Respiro”, mentre a  occidente del Mississippi si tende piuttosto a parlarne rispettivamente in termini di “Acqua” e “Aria”.  I due insiemi si riferiscono entrambi ai componenti della coppia che costituisce le due metà combacianti del Cosmo.

Il sangue connette all’acqua e alle relazioni : la terra. Il respiro connette al movimento dell’aria e alla lontananza: il cielo. Le donne esistono e creano nella metà “Sangue”, perché soltanto le donne possono sanguinare spontaneamente per una settimana senza essere ferite, e questo è un grande dono. Le donne, inoltre, usano quel sangue in maniera straordinaria  per creare nuovi esseri viventi.

Per comprendere il matriarcato è importante capire che al suo interno il ciclo mestruale è sacro. Una leggenda indigena narra che in origine anche gli uomini, proprio come le donne, avessero le mestruazioni, fino al momento in cui Coyote giocò loro un tiro mancino, privandoli del ciclo.[3]

La cerimonia di purificazione sostituisce le “mestruazioni maschili” e per questo originariamente gli uomini si facevano dei tagli per sanguinare durante le cerimonie di purificazione [4].  Cio’avvenne fino a quando alcuni missionari  zelanti posero fine a questa usanza.  Le cerimonie di purificazione mensili costituivano un premio di consolazione agli uomini per la perdita della capacità di avere il ciclo mestruale. In realta’ sono state le donne che hanno dato agli uomini la cerimonia di purificazione, così come hanno fatto con il tamburo. La leggenda del tamburo racconta che gli uomini erano tristi perché non riuscivano, come le donne, a creare un secondo battito cardiaco al di sotto del proprio cuore. Per consolarli, le donne diedero loro una versione “Aria” della loro capacità “Sangue “di creare due battiti cardiaci. Il tamburo permise agli uomini di creare un secondo battito cardiaco. [5] Un tamburo  water drum é come una gravidanza maschile.

Tradizionalmente le donne non utilizzavano la cerimonia di purificazione, tranne quando erano malate o avevano ucciso qualcuno, perché le donne nascono pure, poiché, ad esempio mestruano.

Ho visto molte femministe occidentali pensare di diventare Native Americane organizzando delle cerimonie di purificazione per donne chiamate Capanne della Luna, ma le Capanne della Luna e le cerimonie di purificazione sono due cose completamente  diverse. Effettivamente le donne sincronizzano i loro cicli mestruali e si ritirano insieme in una capanna per tutta la loro durata, ma non si tratta di capanne sudatorie (per la cerimonia di purificazione n.d.r,), bensi’ di capanne per abitare.

Alla sua prima mestruazione una donna veniva tenuta in un luogo separato, in una capanna sudatoria.[6]  Questo avveniva perchè essa potesse trovare la sua Visione del periodo della pubertà, Visione che la avrebbe guidata nella sua vita futura. Le mestruazioni indicavano  che era giunto il momento di cercare la sua prima Visione, proprio come la prima emissione di sperma indicava per il ragazzo. Ritengo che il tradizionale isterismo  occidentale a proposito di tutto ciò che riguarda il  sesso abbia  contribuito a creare una enorme confusione in questo ambito.

Quindi il dono primario che le donne offrono alla loro gente è la vita stessa e tale creazione è vista come un processo continuo e collaborativo. Non a caso, secondo le tradizioni, le donne Woodland sono in grado di creare la vita da se stesse in diverse maniere. Le donne, così come estraggono nuove vite dai loro corpi, possono estrarre nuove piante vitali dal terreno. La consociazione orticola delle Tre Sorelle – granturco, fagioli e zucche – cresce su cumuli di terra a cui è stata data la forma di seni femminili. Questi bancali vengono chiamati i seni di Madre Terra che, con l’aiuto delle donne umane, producono il suo “latte” dalla cima dei cumuli, i capezzoli,  per nutrire la gente.[7]

La creazione dei bancali era una attività di donne, perchè la cura di Madre terra appartiene da sempre alla sfera femminile, così come la cura di Fratello Cielo appartiene a quella maschile.

Le donne scavavano e trasportavano la terra per costruire i bancali, provenendo da tante città e portando cesti pieni di terra dai propri luoghi di origine da aggiungere ai cumuli.

Se i bancali da coltivare erano i seni, i tumuli di sepoltura, alti e a forma conica erano la Madre Terra gravida.  Gli Spiriti di Sangue di chi vi era sepolto venivano considerati in gestazione fino a quando arrivava il momento di rinascere fra la gente, ossia il tempo di reincarnarsi. Gli Spiriti di Sangue viaggiavano fra i piedi delle donne che passavano lì vicino, fin dentro al loro grembo. Questi piccoli Spiriti di Sangue assomigliavano a delle piante che avevano delle piccole faccine, ed erano pronte a spuntare, motivo per il quale venivano chiamate “la generazione nascente”.[8]

Tali “uteri” erano lasciati nel paesaggio per dare vita alle generazioni a venire.  Gli antichi racconti narrano che i tumuli venivano lasciati li perchè i bambini futuri sapessero che i loro antenati avevano sempre saputo che sarebbero arrivati. Nello stesso tempo questi cumuli di terra aiutavano Madre Terra a ricordare quello che era accaduto in quel luogo, in quei punti  di Sangue.

Le donne creatrici hanno creato perfino la terra su cui tutti noi camminiamo. Gli studiosi  Europei solo adesso cominciano a capirlo, chiamando la terra composta dalle donne “Terra Scura”. [9] Non si tratta soltanto di compost,  ma di una sapiente miscela che conteneva molte sostanze  nutrienti, dall’azoto al fosforo. Le donne erano particolarmente attive nelle cosiddette terre “marginali”, come quelle delle argille rosse e compatte del Sudest Americano.

Gli Europei  sapevano questo da tempo.  Quando arrivarono la terra era straordinariamente produttiva per  uno spessore di una trentina di centimetri.[10]  Dopo averlo sconsideratamente dissodato con i loro aratri a versoio, lo strato di terreno fertile è stato distrutto dallo sfruttamento intensivo, dovuto a  coltivazioni  estremamente esigenti come cotone e tabacco. Nell’arco di soli 60 anni, dal 1778 al 1840, gli Europei hanno sfruttato e consumato tutto lo strato fertile,  lasciando solo il substrato di argilla rossa, senza capire che la Terra Scura era stata deliberatamente e accuratamente prodotta  e conservata dalle donne Indigene, alle quali apparteneva.

La Terra Scura è una delle ragioni per cui, per legge, le donne Woodland   “sono proprietarie della terra e del suolo” ed esiste una distinzione tra la terra presente in natura e il suolo da loro creato[11].  Gli Europei non lo avevano capito, ma nelle storie  tradizionali delle nostre  Antenate, ad esempio Aetensic degli Irochesi e Selu dei Cherokee, le donne vengono descritte mentre creano la terra fertile. Alla sua morte Selu offre il suo sangue che diventerà l’humus da cui le generazioni future ricaveranno i nuovi raccolti di granturco. [12] Secondo la storia Irochese, Aetensic plasmò con la terra l’intera Isola della Tartaruga,  ovvero il continente Nordamericano. [13] Dopo essere atterrata sulla schiena della Grande Tartaruga marina, si rialzò e cominciò a camminare in senso antiorario, in cerchi concentrici sempre più ampi. Ad ogni  passo da sotto i suoi piedi si produceva nuovo terriccio fresco.[14]

Per gli Indiani questo è un riferimento diretto alla produzione di Terra Scura. Perciò Aetensic creò la Terra Scura dell’Isola della Tartaruga. Poi, insieme a sua figlia, Lince dalla Grande Faccia,  inventò le coltivazioni, prima fra tutte naturalmente il granturco, ovvero la Sorella Maggiore, seguita dalle patate. [15] In questo contesto è importante ricordare che il granturco è stato deliberatamente ibridato fino a diventare  una delle colture  più diffuse. Non c’era nulla di “casuale” né di “naturalmente avvenuto” nella formazione del terriccio o nella produzione dei raccolti, e gli Europei stanno cominciando a riconoscerlo, pur se con una certa riluttanza.

Nelle regioni desertiche del Sudest del continente, prima che si potesse produrre il terriccio o far crescere i raccolti, era necessario creare dei corsi d’acqua per sostenere le attività agricole. Secondo le tradizioni Irochesi, la nostra terra d’origine si trovava all’estremità Sudoccidentale, in una zona di alberi ad alto fusto con foglie lunghe e appuntite : le palme. Il nostro popolo viaggiò a est a seguito di eventi catastrofici, dovuti, secondo alcuni alla sovra-popolazione,  secondo altri a cambiamenti climatici. [16]  (Io sospetto dovuti ad entrambe le cause). L’imponente sistema di canali, creati dagli Hohokam, erano le vene di Madre Terra, attraverso cui scorreva il suo sangue.

Il massimo che i moderni studiosi occidentali sono riusciti a concedere è che “gli uomini e le donne degli Hohokam probabilmente scavarono i canali di irrigazione”, mentre la tradizione dei Pima delle regioni Sudoccidentali, a proposito dei  canali Hohokam, riporta che furono le donne a rimuovere il terriccio scavato dai canali, portandolo via dentro i loro cesti.  [17]

Questi canali di irrigazione scavati a mano avevano, in genere, una profondità di circa 6 piedi (1,80 m) ed erano disposti secondo schemi dati a Madre Terra dalla Metà Respiro del Cosmo. Per qualche ragione, sentir parlare di disegni celesti riprodotti sulla terra infastidisce molto gli Europei, ma per i costruttori Indiani era normale consuetudine trarre ispirazione dalla Metà Respiro del Cosmo. Nei territori a Est, importanti osservatori,  come la Grande Collina  del Serpente in Ohio, consentivano alla Gente dagli Occhi di Luna che l’aveva costruito, di osservare il cielo notturno per la semina, i raccolti, i solstizi ed altri importanti momenti dell’anno. Alcuni sostengono che la struttura di questo osservatorio replichi lo schema della Costellazione del Dragone. [18]  Ad Occidente, la rete pre-europea dei canali di irrigazione degli Hohokam  assomiglia notevolmente  alla costellazione che gli Europei chiamano Cygnus, o del Cigno,   come recentemente mi ha fatto notare Shannon Saluga, una delle mie studentesse. [19]

Ciò che Hewitt chiamava struttura Madre-Padre corrisponde esattamente a questa sacra gemellarità di  Sangue e Respiro. Il Sangue ha dato al Respiro in modo che il Respiro potesse a sua volta dare al Sangue. In questo modo insieme hanno sostenuto il Cosmo Gemellare/ la gemellarità del Cosmo.

 

 IL PRESENTE ARTICOLO E’ CONTENUTO  NEGLI ATTI DEL CONVEGNO ” LE RADICI MATERNE DELL’ECONOMIA DEL DONO“, Volume presto disponibile.

Si ringraziano Barbara Alice Mann, Genevieve Vaughan e Francesca Lulli per la gentile concessione.

Per approfondire il tema dell’economia del dono consigliamo vivamente questi testihttp://www.vandaepublishing.com/genevieve-vaughan/

 

[1] J. N. B. Hewitt, “Some Esoteric Aspects of the League of the Iroquois,” Proceedings of the International Congress of Americanists 19 (1915): 325.

[2] J. N. B. Hewitt, “Some Esoteric Aspects of the League of the Iroquois,” Proceedings of the International Congress of Americanists 19 (1915): 325.

[3] James Teit, “The Shuswap,” Memoir of the American Museum of Natural History 2.4 (1909): 626–27.

[4] William Jones, “The Algonkin Manitou,” The Journal of American Folklore 18.70 (Jul.–Sep., 1905): 183–90.

[5] For a version of this story in print, see Alison Owings, Indian Voices: Listening to Native Americans (New Brunswick, NJ: Rutgers University Press, 2011) 97.

[6] Mary C. Wright, “The Woman’s Lodge: Constructing Gender on the Nineteenth-century Pacific Northwest Plateau,” Frontiers: A Journal of Women Studies 24.1 (2003): 2.

[7] Arthur C. Parker, Iroquois Uses of Maize and Other Food Plants, New York State Museum Bulletin 144, Education Department Bulletin, no. 482 (November 1910): 36; Barbara Alice Mann, Iroquoian Women: The Gantowisas (New York, Lang Publishing, 2000) 219–20.

[8] Dayodekane, Cosmology of De-ka-na-wi-da’s Government: Cosmogony of the Iroquois Confederacy (Oshweken: Six Nations Reserve, 1885) 67, 95, 122.

[9] See Johannes Lehmann, Dirse C. Kern, Bruno Glaser, William I. Woods, eds., Dark Earths: Origin, Properties, Management (Dordrecht, Netherlands: Kluwer Academic Publishers, 2003).

[10] Bartram Heritage: A Study of the Life of William Bartram by the Bartram Trail Conference (Montgomery, AL: The Bartram Trail Conference, 1979) 68.

[11] Arthur C. Parker, “The Constitution of the Five Nations,” New York State Museum Bulletin, 184 (April, 1916): 42.

[12] James Mooney, “Myths of the Cherokee,” in Nineteenth Annual Report of the Bureau of American Ethnology, 1897–1898, Part 1 (Washington, D.C.: Government Printing Office, 1900) 432.

[13] James Mooney, “Myths of the Cherokee,” in Nineteenth Annual Report of the Bureau of American Ethnology, 1897–1898, Part 1 (Washington, D.C.: Government Printing Office, 1900) 432.

[14] James Mooney, “Myths of the Cherokee,” in Nineteenth Annual Report of the Bureau of American Ethnology, 1897–1898, Part 1 (Washington, D.C.: Government Printing Office, 1900) 432.

[15] James Mooney, “Myths of the Cherokee,” in Nineteenth Annual Report of the Bureau of American Ethnology, 1897–1898, Part 1 (Washington, D.C.: Government Printing Office, 1900) 432.

[16] James Mooney, “Myths of the Cherokee,” in Nineteenth Annual Report of the Bureau of American Ethnology, 1897–1898, Part 1 (Washington, D.C.: Government Printing Office, 1900) 432.

[17] James Mooney, “Myths of the Cherokee,” in Nineteenth Annual Report of the Bureau of American Ethnology, 1897–1898, Part 1 (Washington, D.C.: Government Printing Office, 1900) 432.

[18] “Serpent Mound,” Earth Works Rising, Posted 2013, Accessed 8 April 2015, <http://hellodrew.com/earthworks/serpent.html>.

[19] “Serpent Mound,” Earth Works Rising, Posted 2013, Accessed 8 April 2015, <http://hellodrew.com/earthworks/serpent.html>.

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Barbara Alice Mann, Seneca del Clan dell’Orso dell’Ohio, è docente associata all’Università di Toledo, Ohio, Stati Uniti. Autrice di dodici libri, si è dedicata a uno studio di revisione storica dei massacri coloniali avvenuti tra il 1780 e il 1820, realizzando un libro sulla spiritualità di prossima pubblicazione da Oxford. indigena americana. Il suo libro Iroquoian Women: The Gantowisas, noto al pubblico internazionale, è alla sua terza ristampa.

 

BIBLIOGRAFIA

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