Vai oltre la paura: salva ciò che ami— Articolo di Vicki Noble

Traduzione a cura di Barbara Contino

Articolo pubblicato su www.matrifocus.com

(scritto tra il solstizio estivo e Lammas del 2008)

L’altra notte ho sognato che il cielo era diventato scuro al punto da sembrare notte. Nel sogno dico a Karen Vogel (la donna che ha creato con me le carte Motherpeace alla fine degli anni ’70 a Berkeley) “Non è tempo da tornado?” Poi, proprio di fronte ai nostri occhi, le energie nere cominciano a prendere la forma di una grande nuvola a imbuto che pare fin troppo grande per sembrare un uragano ordinario. E’ spaventoso e cominciamo a indietreggiare verso una specie di caverna sul fianco della falesia. Ma all’improvviso, capisco che questa paura è un approccio sbagliato e incrocio le braccia davanti al petto dicendo: “E’ la Dakini Nera. Sia Benedetta.”

Dakini Nera di Mayumi Oda

Dakini Nera di Mayumi Oda

E lì riposa la mia speranza per il mondo – la Dea Oscura, La Natura stessa come forza karmica compassionevole, la Dea Nemesis, antica rappresentazione del funzionamento della Legge Naturale. C’è davvero una nuvola nera all’orizzonte, e quando ascolto gli uomini politici, non vengo assolutamente confortata dalle loro formule retoriche. Né vengo rassicurata dagli scienziati e dai loro chimici scenari fantascientifici per salvare il pianeta. Se non fosse per le mie pratiche spirituali e il mio senso di connessione col mondo invisibile degli spiriti guida, certamente dispererei.

Perfino mentre scrivo questa frase, suonano sirene mentre i vigili del fuoco corrono verso il terzo catastrofico incendio che abbiamo avuto qui nella contea di Santa Cruz nell’ultimo mese, ed è solo il 20 giugno, il Solstizio Estivo, inizio dell’estate e della stagione secca. E’ quanto meno tutto veramente disorientante.

Questa primavera ho perso interesse nel mio lavoro. Raramente nella vita mi è capitato. Ho sempre avuto un appetito quasi insaziabile per lettura, scrittura, la ricerca e l’impegno intellettuale nelle pressanti questioni quotidiane. Ora tutto quello che voglio fare è interrare piante. Voglio trasformare il mio piccolo ordinario giardino di Santa Cruz in un piccolo paradiso di verdure, piante medicinali e fiori adorati da uccelli, api e farfalle. Mi sembra di non riuscire a smettere di impiegare tutto il mio denaro extra e il mio tempo libero in questo giardino. Perfino mentre una severa siccità si diffonde in California e numerosi incendi rimangono fuori controllo, nel mio giardino creo un mondo di cose vive che richiedono poco più che acqua, sole e terreno ragionevole per la loro esistenza.

carciofi vicki Amo il lavoro fisico, che spezza la schiena, di scavare nella terra argillosa per integrare il suolo con sacchi di ricco, meraviglioso compost comprato al vivaio organico qui vicino. Sono deliziata al pari di una bimba dalla nascita di piccoli germogli verdi, poco dopo aver seminato un’area a fiori e piante selvatiche. Lo sbocciare dei miei carciofi mi toglie veramente il respiro. Mangio rucola fresca ogni giorno e i pisellini dolci e i pomodori antichi stanno cominciando a maturare sui graticci.

Mentre scrivo, uno stormo di fringillidi è sui cavi telefonici, cinguettano in modo assordante mentre a turno arrivano alla mangiatoia appesa accanto alla finestra del mio studio. Devo riempirla due volte al giorno, tanto è vorace il loro appetito. Ieri ho visto una madre andare e venire dalla mangiatoia per recuperare un seme per un piccolo affamato e deporlo pazientemente nel suo becco spalancato, l’uccellino era riempito di una tale eccitazione, ansioso di imparare le tecniche base della sopravvivenza. Oggi le fringillidi sono tutte bagnate e gonfiano le penne dopo una visita alla bella vaschetta che mi sono regalata due anni fa per il mio compleanno. Due gatti locali esplorano il giardino regolarmente, nascondendosi nell’erba alta, presumibilmente in caccia degli uccelli, anche se non li attaccano mai. Forse stanno invecchiando, come me, e si accontentano di immaginare e ricordare gli impulsi più selvaggi della loro giovinezza. Ieri ho piantato dell’erba gatta per loro.uccelli vicki

Ironicamente, sono tornata dai boschi dopo circa un decennio di vita lontano dalla città, e qui, nel mio affollato quartiere di una vivace cittadina di mare, sto riscoprendo una connessione attiva con la natura e le sue forze elementari. Soltanto vivere accanto all’acqua è parte del cambiamento. Mentre cammino lungo le scogliere che si affacciano sul Pacifico quasi ogni giorno, mi sorprendo a essere attratta dai surfisti, che costituiscono una sotto cultura distintiva di Santa Cruz. Sole o pioggia, caldo o freddo, sono lì nelle loro lucide tute nere, simili ad appartenenti a un’altra specie, focalizzati sul loro estenuante bisogno di prendere l’onda. Ogni età partecipa, dai giovani che imparano il mestiere fino a persone di 60 o 70 anni. Le donne, come gli uomini, fanno parte di questa popolazione principalmente abbronzata e lucida, dai corpi forti abbastanza da sopportare le temperature estremamente fredde delle nostre coste settentrionali della California (non ho mai immerso altro che le ginocchia nell’acqua dell’oceano, sebbene abbia vissuto qui per più di 30 anni!). Amo guardare le onde infrangersi sulle pareti rocciose, e se non vado all’acqua per 2 o 3 giorni, giuro che La sento che mi chiama. Di notte, quando vado a dormire, sento il suono ritmico e possente dell’oceano, il suo respiro.

Astrologicamente, quest’anno Plutone è in congiunzione con la mia Giunone in Capricorno e in quadratura con la mia congiunzione Marte-Cerere in Ariete. Tutto ciò cui mi sono dedicata negli anni (Giunone) sembra essere sotto un attento riesame, e le mie passioni abituali (Marte) improvvisamente sembrano essersi smorzate. La dea dell’agricoltura (Cerere) governa il mio nuovo obiettivo: coltivare la terra e la mia relazione con la natura. Ho sempre amato gli uccelli e li ho sempre nutriti negli anni. Ora ho il piacere di creare coscientemente un ambiente disegnato per loro, e sfamarli non solo dalle mangiatoie ma dal giardino stesso, e dalle piante che in esso crescono. I colibrì giardino vickihanno già apprezzato le salvie che ho fatto crescere per anni dentro una vecchia botte da vino. Ora ho piantato un sambuco nano nel giardino davanti, cosicché gli uccelli arriveranno per le bacche. Parecchi girasoli al principio della loro crescita si allineano lungo lo steccato posteriore e provo solo a immaginare quanto saranno felici gli uccelli quando la fioritura regalerà loro centinaia di semi freschi.

Ci sono, naturalmente, fattori estremamente più motivanti dietro a tutte queste attività. Ricordo un giorno, più di dieci anni fa, in cui mi sono trovata imbottigliata nel traffico vicino San Rafael (appena a nord di San Francisco) e appresi di una seria fuga tossica di qualche polvere chimica che era già in aria. Nessuno di noi in quella situazione di ingorgo  poteva far nulla per andarsene. Guidando verso casa più tardi quel giorno (e desiderando di non essere costretta a respirare), la mia voce interiore diceva: “ Salva quello che ami, perché sta cadendo tutto a pezzi.”

Il messaggio veniva dal linguaggio dei rivoluzionari “conservatori di semi”, i cui libri stavo leggendo. Pensavo allora che, per una cittadina come me, questo aveva il significato di conservare delle tradizioni spirituali  quali le pratiche di buddismo tibetano che ho, da allora, adattato per le donne, o preservare antiche metodologie occulte come abbiamo fatto coi tarocchi Madrepace.

Lo scenario apocalittico da allora è solo aumentato, dentro e fuori di me, e non ho mai dimenticato quel messaggio di “salvare ciò che ami.” Adesso coltivo deliberatamente alcune delle erbe medicinali più a rischio, piante che sono state iper sfruttate o rese introvabili. La Cimicifuga o la Cardiaca che ho cominciato a piantare in giardino possono ora espandersi a loro piacimento, mentre io mi sento parte di qualcosa di più grande, un collettivo globale di persone che credono nel futuro della vita.

Prova ne è il pudding, come si usava dire prima che noi donne di questa cultura smettessimo di passare i nostri giorni cucinando dal niente. Ultimamente ho levato tre denti e il dentista mi ha mandato a casa con un’orribile boccetta di liquido blu. Voleva che mi facessi degli sciacqui ogni ora per prevenire ogni infezione durante la convalescenza. Confrontandomi col bisogno pressante di medicine reali, ho realizzato che il mio giardino è divenuto risorsa a portata di mano dove avrei certamente potuto trovare ciò di cui avevo bisogno. Mentre la novocaina finiva il suo effetto, ho tirato fuori tutti i miei manuali sulle erbe e appreso rapidamente che almeno sette piante, naturalmente antisettiche e/o antibiotiche, già crescevano nel mio giardino, molte delle quali specificamente indicate per sciacqui orali. Le ho raccolte (lavanda, basilico, foglie di salvia, fiori di camomilla, timo e melissa) e messe in infusione, utilizzandole per fare sciacqui e bevendo l’infuso con pillole di valeriana come antidolorifico. Ho provato un senso di pienezza superiore a quello provato fin qui col solo giardinaggio.

Ho molto da fare prima di apprendere davvero le pratiche delle antiche donne di cui ho scritto così entusiasticamente negli ultimi trent’anni, attorno alla cui conoscenza di piante e animali intere società del passato erano organizzate. Ma assolutamente mi trovo in un processo di riscoperta che onora la loro lunga esistenza e mi colloca nella loro stirpe.

Sento un bisogno quasi disperato di essere connessa in questo modo ogni giorno. Con tutta l’artificialità delle attuali mode culturali che spingono da ogni direzione (chirurgia plastica, cibi geneticamente modificati, immagini foto ritoccate, parti cesarei), questa semplice connessione giornaliera con la gioia funziona per me da antidoto in tempi di distruzioni soverchie e incertezza.

Throma, la Dakini Nera, è nota per spazzar via le illusioni; il suo violento richiamo, “phet!”, dissipa e dissolve ogni ostacolo attraverso la diretta percezione della loro irrealtà, niente altro che frutti della nostra immaginazione. Ho recitato i suoi mantra per più di dieci anni ormai, almeno un milione di volte. Ci chiama a conquistare la nostra paura, individuale e collettiva, della morte affrontandola in maniera diretta.  Per me questo vuol dire non ignorare che le calotte polari si stanno sciogliendo, il clima sta cambiando in peggio e che le risorse più preziose sono state sperperate.

Dovessi credere che sia la Scienza a salvarci, sarei costretta ad ammettere la sconfitta, poiché non reputo possibile “salvare il mondo” attraverso nessun mezzo attualmente noto. Al contrario, la mia fede è nella Natura; la mia speranza resta nella potente e magica rigenerazione della terra. Mi allineo con la Dakini nera, la dea oscura che danza in un anello di fuoco e grida un sonoro e roboante “ha!” di liberazione. Faccio il voto di oltrepassare dolore, perdita e amarezza e mi impegno, invece, a scovare quotidianamente la gioia e celebrarla. Il tempo che passo nel mio giardino è più o meno una trasposizione fattasi terrena e tangibile della mia pratica spirituale.

In onore di questo sacro giorno di Lammas (1° agosto), con l’eclisse solare di luna nuova a coronare una giornata già speciale, possano tutti gli esseri realizzare le Dakini, essere liberi dalla sofferenza e trovare la pace in terra.

Siate benedette/i.

Vicki Noble

Vicki Noble

 

VICKI NOBLE è autrice di Il risveglio della Dea, La dea Doppia, Madrepace, La Via della Dea (libro+DVD), Madrepace Playbook. 

Studiosa di archeomitologia e delle culture matrifocali, tiene conferenze internazionali inerenti al matriarcato e alla spiritualità femminile. Donna di Saggezza, insegna discipline centrate sul sacro femminile e ha messo a punto pratiche di trasformazione interiore di grande valore per le donne occidentali.